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DYSTOPIA


15 MINS | COL | ANIMAZIONE | HD Stereo | ITA | 2021 | REGIA DI MARCO BOLOGNESI

SINOSSI


A Sendai City mantenere l’ordine significa proteggere i cittadini, la loro vita e la loro libertà. Ma alla base di tutto c’è il cervello dei robot che popolano la città: un globo spugnoso di particelle positroniche di una lega di platino-iridio, che impedisce di subire mutamenti chimici. Al centro del globo, una particella elementare del Grande Cervello, l’essere supremo.

I robot non devono paralizzarsi di fronte alle emozioni; ai primi sintomi, la memoria liquida degli Shape umani del mondo inferiore, il vecchio Caliban, deve essere iniettata all’interno del loro cervello positronico.

Un robot non può recare danno a un cittadino di Sendai, e non può permettere che, a causa di un suo mancato intervento, il cittadino riceva danno.

Ma nonostante questo, il concetto di bene e male non esiste nella città, e la violenza è legittima se utilizzata come strumento per la difesa del potere della Sendai Corporation

La prosperità è davvero un obiettivo raggiungibile? E i robot saranno obbedienti alla programmazione?

NOTE DI REGIA


In Dystopia ho lavorato su elementi distopici, con l’intento di citare pellicole da cui ho preso ispirazione (Mad Max, Terminator). 

Il film prende spunto dalle tre leggi della robotica, nella fantascienza di Isaac Asimov.

Insieme a No one is innocent, Blue Unnatural e To be Unnatural, la storia di Dystopia non è strutturata con un dialogo ma racconta un mood. 

Immagini, situazioni, citazioni e manifesti. Grande peso è dato a questa forma di raccontare le emozioni, utilizzando l’elemento della voce-off.

Insieme agli altri cortometraggi citati, va a creare un unico film di un intero ciclo di 60 minuti composto da immagini, sensazioni sonore e utilizzo del montaggio.

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