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PARALLELISM


13 MINS | COL | ANIMAZIONE | HD Stereo | ITA | 2021 | REGIA DI MARCO BOLOGNESI

IN COLLABORAZIONE CON

SINOSSI


Nella Filosofia della mente, il parallelismo è una teoria dualista dell’interazione mente-corpo che sostiene che gli eventi mentali e fisici si svolgono su un corso di esistenza parallelo, ma non interagiscono causalmente l’uno con l’altro. Il fatto che si muovono in armonia non significa che l’uno induca l’altro a fare ciò che fa. Il film narra di due mondi, due città che sembrano esistere autonomamente e invece comunicano attraverso dei passaggi, dei tunnel spazio-temporali, ponti fra i due mondi. Sono due mondi opposti, utopico e distopico, che troveranno, alla fine del film, l’unione in un mondo “meticcio”, la fusione dei due, che non è una somma ma una sintesi, nella quale il nuovo mondo, che da essi vede la sua genesi, arriva ad avere una nuova identità. Meticcio deriva dal tardo latino mixtīcius, mescolare, da cui probabilmente deriva il termine francese métis, meticciato, come capacità di integrare le molteplici appartenenze, le molte individualità di cui ciascuno è formato. La protagonista del film è un essere ibrido, una donna con zip sugli occhi e petali di rosa che nascono sul suo viso, come da un fiore. Lei introduce e conclude il film, come se il percorso di fusione armonica accompagnato dalla sua presenza – anch’essa meticcia – e narrazione fosse un percorso necessario ad arrivare al finale di un mondo pieno di speranza e soddisfazione, un processo che da due strade parallele simboleggia l’approdo ad una nuova identità mescolata ed unica allo stesso tempo.

NOTE DI REGIA


Nel 2000 andai a vedere la mostra Peter Greneway Artworks a Parma. All’epoca avevo 26 anni e stavo per laurearmi con una tesi sul regista. Mi colpirono particolarmente gli storyboard da lui realizzati per la pre-produzione dei suoi film: vere e proprie opere d’arte su tela ma, allo stesso tempo, strumento di pre-produzione per un’altra opera.

Parallelism nasce da un ossimoro: l’incontro di linee parallele. Tante diverse esperienze e idee di progetti, slegate e autonome, nel loro sviluppo e compimento sono confluite in un’unica opera, portandomi a realizzare questo film. 

Conoscevo Riccardo Lolli dei Central Unit e ogni volta rimanevo affascinato dai dischi che faceva uscire con la band. Pensavo che avrei voluto quella musica in un mio progetto che, però, non riuscivo ancora a focalizzare e delineare. Una cosa è certa: i Central Unit erano diventati la colonna sonora della mia fantasia.

Nel 2013 cominciai a realizzare una serie di disegni a pastello ad olio di quella che sarebbe diventata Sendai City. Pensai di sviluppare questi dipinti per creare una storia, non sapevo ancora in che modo, ma quelli non erano semplici disegni, bensì un vero e proprio storyboard. Soltanto in seguito alla realizzazione delle 14 tavole mi accorsi della somiglianza di molti di questi luoghi con quelli che avevano caratterizzato la mia infanzia a Bologna.

Nel frattempo (inizialmente senza collegamento con gli altri progetti) cominciai a realizzare una serie di costruzioni di mondi distopici, impiegando cartone, giocattoli e materiale vario di uso comune come cannucce, tappi di bottiglia, etc… Erano dei modellini di città, con palazzi, strade e vari elementi architettonici ispirati al brutalismo: palazzotti di cemento armato dalle simmetrie pesanti e robuste, rudi ed allo stesso tempo molto espressivi. Ho poi aggiunto anche astronavi e robot – realizzati con la stessa tecnica – che nella mia immaginazione erano gli strumenti di controllo della popolazione di questo mondo oppressivo e totalitario.

Ho dovuto aspettare il 2019 perché, come per magia, tutti questi progetti apparentemente paralleli – la musica, i disegni e i modellini – trovassero un reale compimento e allo stesso tempo una completezza tale da poter pensare ad un progetto che li racchiudesse tutti quanti: Parallelism.

Il parallelismo in cui avevano vissuto questi tre progetti è diventato improvvisamente il principio di ispirazione per la scrittura di una sceneggiatura.

Protagonisti saranno due mondi paralleli, quasi opposti, che comunicheranno fra di loro e arriveranno a fondersi. La musica dei Central Unit interagirà con la costruzione della storia, plasmandola e facendosi plasmare da essa. In questo vortice di creatività ho ritenuto opportuno includere nel film anche le mie foto artistiche: le immagini dei personaggi (appartenenti al mondo distopico che ho creato) prendono vita attraverso l’animazione diventando portavoce della propaganda del controllo. Inoltre, volendo dialogare anche sul fronte del suono, è mia intenzione aggiungere un collage sonoro di voci tratte da film d’epoca, una sorta di ready-made sonoro con il quale, attraverso un’attenta selezione, si darà voce ai sentimenti, alle pulsioni, alle paure ed ai sogni di questo mondo doppio.

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