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BOMAR STUDIO


Lo Studio

Bomar Studio è la casa di produzione fondata da Marco Bolognesi nel 2006 a Londra e trasferitasi in Italia dal 2017. Nasce come studio d’arte, concentrato principalmente su quella contemporanea, per poi dedicarsi anche a produzione e distribuzione di cinema di animazione e sperimentale.

Durante il periodo londinese la società gestisce importanti mostre (ed eventi), da quella in collaborazione con Olyvia Kwok della Olyvia Fineart a Londra, alla Chicago Art Fair negli Stati Uniti, alla Casa Masaccio in Italia, sviluppando collaborazioni con realtà italiane quali la Fondazione Solares di Parma.

Il filo conduttore che fa da collante, in Bomar Studio, tra il mondo dell’arte e quello del cinema e delle nuove tecnologie, è l’alto tasso di creatività e di attenzione al contesto attuale. In quello che può considerarsi un hub creativo, crocevia di professionalità con una rete di collaborazioni in espansione, si dispiega l’esperienza di tanti anni unita al desiderio di ricerca e sperimentazione.

Nel 2017 Bomar Studio costruisce la propria sede in Italia, trasformando una ex fabbrica degli anni ’50 in uno spazio culturale, produttivo e multidisciplinare (ripetendo l’esperienza sperimentata con successo da Bolognesi a Londra nel famoso 3 Mills Studio)  e rafforzando i rapporti e le partnership con i soggetti e le istituzioni del mondo dell’arte italiano. Nello stesso anno, con una tecnica di animazione sperimentale e avanguardista, nasce il primo cortometraggio marcato Bomar Studio, Blue Unnatural (diretto da Marco Bolognesi), che riceve numerose menzioni e selezioni ufficiali a Festival nazionali e internazionali.

Il cortometraggio, presentato al Future Film Festival 2017 di Bologna e tutt’ora in circolazione dopo tre anni dalla sua prima uscita, è vincitore dell’AltFF Alternative Film Festival e del Canadian Cinematography Awards nel 2020 (Canada), finalista al FlickFair, semifinalista al Vienna Science Film Festival. In totale, al momento, è nella selezione ufficiale di più di 25 festival internazionali: da Berlino (ARFF Berlin) all’America Latina (Best of Latin America Short Film Festival), da Bucarest (Bucharest Film Awards) a Tokyo (Tokyo Lift-Off Film Festival) a Nizza (NICE International Film Festival).

Nel 2019 Bomar Studio continua l’attività nel mondo dell’arte, ideando e occupandosi di tutta la logistica e organizzazione della performance dal titolo Corpi Estranei della durata di 15 giorni per il museo Macro di Roma. Nello stesso ambito, in collaborazione con Musei di Bologna e Arte Fiera, crea Past-Future all’interno dell’evento internazionale Art City di Bologna.

Bomar Studio promuove e distribuisce i propri contenuti attraverso il mercato dell’arte, il circuito dei festival, emittenti televisive, distributori cinematografici e piattaforme multimediali, configurandosi come casa di produzione ad alto tasso di creatività che vuole unire il mondo dell’arte, del cinema e delle nuove tecnologie.

L’artista

Marco Bolognesi nasce nel 1974 a Bologna. Artista e regista di film sperimentali, si divide tra Londra e Bologna. 

Come regista presenta nel 1996 il suo primo cortometraggio docufilm animato commissionato dalla RAI, Giustizia e Verità, nella categoria fuori concorso del Giffoni Film Festival e della Mostra del Cinema di Venezia. Successivamente, nel 1997, esce il secondo cortometraggio con la stessa tecnica, Il Partito del Silenzio, anch’esso commissionato dalla RAI, che viene presentato e introdotto, insieme al primo lavoro, dallo stimatissimo e leggendario Ennio Morricone presso lo stimato Palazzo Delle Esposizioni di Roma.

Nel 2008, in onore dell’omonimo film, Marco Bolognesi pubblica il suo libro Dark Star, che suscita l’interesse e l’apprezzamento da parte del regista del film, John Carpenter. Sempre nel 2008, Bolognesi pubblica il cortometraggio Black Hole, sul tema del cross-breeding e dei cyborg. Il film vince il premio Indie Short Competition in Florida e riceve anche una menzione speciale alla Festa del Cinema di Roma e al Festival Internazionale del Cortometraggio di Clermont-Ferrand. Nel frattempo ottiene vastissimo riscontro come artista, con l’Artist in Residence Award presso l’Istituto Italiano di Cultura di Londra nel 2003 e con la mostra Woodland (realizzata in collaborazione con Vivienne Westwood) a cui viene dedicata anche una successiva monografia; nello stesso anno un’opera di Bolognesi viene acquistata ed esposta dalla collezione Farnesina (parte del Ministero degli Affari Esteri italiano), per una mostra dal titolo Experimenta.

Ospitato in tre diverse gallerie londinesi, prosegue il percorso espositivo nel 2012 con, fra gli altri, l’European Photography Festival, dove presenta Humanescape, realizzato in collaborazione con Bruce Sterling e Jasmina Tesanovic e curato da Walter Guadagnini. Per quattro anni consecutivi riceve l’invito a partecipare alla Biennale China – Italy of Contemporary Art dove, nell’ultimo anno, presenta una selezione di cortometraggi artistici. Oltre alle pubblicazioni editoriali legate al lavoro d’artista, nel 2009 esce Protocollo, romanzo grafico ‘cyberpunk‘ edito da Einaudi, frutto di una collaborazione con lo scrittore Carlo Lucarelli.

Nel 2014, con la mostra Sendai City. To the end of the future, Marco arriva a coniugare la produzione artistica e audiovisiva dei dieci anni precedenti. Contemporaneamente le opere di Bolognesi continuano ad essere esposte in tutta Italia – dalla personale al Kunst Meran – Merano Arte, al Palazzo dell’Arte di Napoli (PAN) fino a Bologna, dove collabora con Robot Festival, la Cineteca di Bologna, il gruppo culturale ABC e la fiera d’arte contemporanea SetUp. Nel 2015 partecipa alla Biennale di arte contemporanea Fin del Mundo in Sud America. Nel 2017 intraprende varie collaborazioni con diversi musei in Brasile e apre la Biennale Internazionale di Curitiba con la sua mostra Sendai City: the Truth, le cui opere entrano a far parte della collezione permanente del Museo di Oscar Niemeyer. Questo viaggio sudamericano dura fino al 2019, anno in cui crea una performance per il museo Macro di Roma, dal titolo Corpi Estranei.

Dalla mostra su Sendai City nasce l’idea alla base del cortometraggio prodotto da Bomar Studio e diretto dallo stesso Bolognesi Blue Unnatural (già citato nella sezione “Lo Studio”). 

Durante la propria carriera nel mondo dell’arte, Marco Bolognesi, ha costruito un universo immaginario chiamato Bomar Universe, che è allo stesso tempo origine e destinazione finale delle sue creazioni. Una bibbia ne illustra la nascita e la storia, dall’antichità al futuro. In 15 anni di produzione nel campo della fotografia, del disegno, della scultura, delle installazioni, delle performance e del cinema, tutte le sue creazioni, anzi “creature”, nascono e appartengono a questo universo. Ognuna di esse ha un proprio significato, un ruolo e una storia all’interno dell’Universo.

Marco Bolognesi, assieme al direttore della fotografia Daniele Ciprì (innamorato di questo progetto dal 2017), si sta dedicando alle produzioni audiovisive legate all’ecosistema Bomar, che spaziano dai cortometraggi, ai lungometraggi, ai prodotti seriali. I prodotti vantano tecniche particolari di animazione artistica e un fantasioso mash-up di tecniche di animazione e ripresa.

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