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THE TRUTH ON SENDAI CITY


3x26 MINS | 1x75 MINS | COL | ANIMAZIONE | HD Stereo | ITA | 2023 | REGIA DI MARCO BOLOGNESI

IN COLLABORAZIONE CON

SINOSSI


Sendai City è un’enorme città mondo, in cui alla descrizione oggettiva della realtà si sostituisce una percezione soggettiva, il cui risultato è una multi-visione della realtà.

Il film, suddiviso in 3 episodi, ruota attorno a tre personaggi principali e alla loro diversa visione di fatti che avvengono in città.

Ogni sguardo è una parabola sul relativismo e sulle mille sfaccettature della verità.

Sendai è un agglomerato urbano il cui creatore e padrone unico è il Grande Cervello, un essere in continua espansione che si nutre dele emozioni degli schiavi che vivono sotto la superficie di Sendai. 

Le parole d’ordine che reggono la convivenza civile nella grande città sono tre: Ordine, Benssere, Sicurezza. Tutto ciò che accade a Sendai rispecchia questo credo. Persino le elezioni in cui si scontrano due candidati, Generale Von Spieldorf e George Halles (detto “Il Principe”), sembrano una formalità per decidere chi sarà il braccio destro dell’eterno creatore.

Ma qualcosa cova sotto la perenne pacificazione in cui vivono i cittadini di Sendai.

NOTE DI REGIA


The Truth on Sendai City è per me il punto di svolta di un lungo percorso iniziato molti anni fa. Ho studiato e lavorato per molti anni in Inghilterra e questo mi ha portato a mescolare arte contemporanea e fantascienza. Utilizzando media diversi, dal disegno alla fotografia, il mio interesse principale non è mai stato l’oggetto in sé, quanto dare vita a una sovra-opera che contenesse tutte le altre. Ogni mio progetto fotografico, pittorico o d’installazione, è diventato, negli anni, un tassello di quel mondo che, nel 2014, è diventato Sendai City. Sono nati prima i personaggi, poi le astronavi, le vedute della città e i suoi dei. Si è composto un “mondo” che aspettava solo di essere animato, di raccontare delle storie e di prendere vita attraverso il movimento. Per fare questo avevo bisogno del cinema: dovevo adattare i dipinti ad essere fondali, le sculture ad essere scenografia, le fotografie a diventare attori.

Ispirandomi a grandi artisti, come Peter Greenaway e Jan Švankmajer, la mia intenzione per The Truth on Sendai City è quella di realizzare un prodotto cinematografico che comprenda varie dimensioni artistiche. Il mio intervento non  sarà solo registico, ma anche artigianale e pittorico: la costruzione fisica delle astronavi o dei robot, la manipolazione della scena attraverso la pittura dei personaggi, la progettazione degli spazi urbani e degli ambienti.

L’aspetto caratterizzante del film è la commistione di differenti tecniche che porta a un’inusuale animazione mista: le scene di esterno sono girate a passo uno utilizzando il moke-up della città Sendai, mentre i disegni dipinti sono animati a passo quattro.

L’aspetto affascinante di questa tecnica è il continuo lavoro di manipolazione di linguaggi differenti. Un pastiche che parte dal mondo del cinema degli anni ’60 italiano e arriva fino all’universo dei fumetti.

Qualcosa di nuovo e diverso nasce anche dalla commistione delle tante razze presenti in questa città-mondo, delle quali ho accentuato le diversità per sottolineare l’impellente necessità per la nostra società di fare i conti con l’integrazione.

The Truth on Sendai City utilizza i topoi della fantascienza e li usa come pretesto per parlare delle grandi tematiche contemporanee: le mutazioni genetiche, il rapporto uomo-macchina, ma soprattutto l’uso politico della propaganda e la tendenza, sempre più attuale, di considerare la guerra come l’unico mezzo per portare la pace.

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